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Il Comitato Cittadino per la Festa di San Rocco, o
Deputazione come emerso
dai documenti datati 1884 e seguenti riguardanti i lavori di riparazione
della
chiesa e del campanile, è pressoché sempre esistito. Notizie certe e
documenti
cartacei riguardanti i componenti e statuto risalgono agli anni '30,
durante il
parrocato del Sac. Cannizzaro, in cui la Deputazione cambiò nome,
chiamandosi
"Confraternita San Rocco". Lo scopo, da come si evince
dal libretto-statuto di
appartenenza, "…è di aiutare gli ascritti a vivere una vita
cristiana e pia,
conforme al Regolamento dell'Azione Cattolica e specificatamente
collaborare
con il Parroco per l'assistenza della Messa e Catechismo sia degli
adulti che dei
piccoli, nella lotta antiblasfema e per la moralità, nell'assistenza
dei poveri ed
ammalati a domicilio e sollennizzare, con dignità e con ordine la Festa
Patronale
di San Rocco." Il requisiti fondamentale per entrare nella
Confraternita erano
limiti di età (almeno 16 anni) e buona condotta civile e morale;
l'iscrizione passava attraverso la compilazione di una domanda intestata
al Parroco, il quale la presentava all'assemblea per l'approvazione
definitiva in una delle Domeniche o nelle feste dell'anno; dopo un anno
di noviziato, in cui il confratello doveva dare prova spirito
caritatevole, avuto il parere favorevole del Parroco e della Presidenza,
il novizio dopo essersi confessato e comunicato, sarà professato
nell'inizio del mese di San Rocco. La Confraternita aveva una struttura
gerarchica, a capo di essa c'era il Parroco, il Primo Assistente, il
Secondo Assistente, il Segretario ed il Cassiere; il Primo Assistente
veniva eletto dal Vescovo mentre tutti gli altri venivano eletti a
cadenza biennale nella prima Domenica dopo l'ottava della festa a
votazione segreta. I candidati potevano essere rieletti. Fra i doveri
ricordiamo che i confratelli dovevano riguardarsi "…dall'orribile
peccato della bestemmia", di partecipare attivamente ai preparativi
della festa; fra i diritti ricordiamo "…il diritto e l'onore di
portare il simulacro di San Rocco nelle processioni solenni…", e
di poter beneficiare di aiuti in danaro nel caso di malattia.
L'espulsione dalla Confraternita poteva seguire due strade: la prima
prevedeva due ammonizioni, assegnate al confratello nell'eventualità in
cui egli menasse una vita irregolare e peccaminosa; l'altra era diretta,
prevedeva l'espulsione per delitti gravi quali omicidi, usura,
inadempienza al Precetto Pasquale.
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